Giochi di morte nelle strade di Beit Hanoun

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A Beit Hanoun i bimbi giocano tra le macerie… Qui hanno stazionato per due settimane i blindati e la fanteria israeliane e hanno colpito duro con i mortai. Interi quartieri sono stati demoliti e la scuola locale dell’Unrwa è stracolma. Molti dormono per strada. Beit Hanoun possedeva una magnifica moschea in mattone rosso, con un alto minareto. La moschea è stata distrutta senza pietà. Attorno si aggirano gli anziani e i bimbi, ancora increduli. La città è in ginocchio e ognuno deve cavarsela come può…

 

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In molti sono restati nella scuola, ma sanno che in ogni caso tra due settimane inizieranno le lezioni e dovranno andarsene. Le aule sono stracolme e in venticinque m2 dormono 40 persone… La terra, come la vita, è stravolta in questo angolo di mondo e tra i tanti regali dell’occupazione israeliana, il più percoloso sono le bombe inesplose. Ce ne sono di tutte le dimensioni e i bimbi ci giocvano accanto. Una di queste è costata la vita a Simone Camilli.

èIMG_4127IMG_4331 saltato con gli artificieri e la sua straordinaria machiana fotografica proprio qui vicino. Molte case sono pericolanti, ma alcuni temerari hanno ripreso a viverci. A volte si fissa una tenda laddove stava un muro, e si spera… Dopo settimane di fuga sotto i bombardamenti e di rifugi improvvisati, la vecchia stanza ridotta a rudere può apparire una soluzione. Le strade si sono riempite di ladri. ora che il Ministero dell’Interno è stato distrutto, che non esiste più la polizia, squadroni armati girano per le strade prendendo ciò che vogliono. La gente ha paura e non sa come difendersi… I bimbi fuggono dal controllo e vanno a frugare tra le macerie. è un lavoro difficile, perchè i piani sono crollati l’uno sull’altro, con un effetto fisarmonica. Ma a volte spunta una maglia, un giocattolo, un utensile utilizzabile. I ruderi, mi spiegano, sono di sue tipi: con le mosche o senza. Da quelli con le mosche bisogna star lontano, per la puzza. Tra i travi e i piani ci sono i cadaveri. Gente che i vicini conosceva benissimo, con i quali avevano convissuto per anni. Adesso stanno lì, vittime del peggior destino per un musulmano: la mancata sepoltura. I bimbi sanno che il loro è un gioco di morte, che le tra le macerie si celano fantasmi e proiettili inesplosi. Ma anche gli adulti si aggirano per quelle che un tempo erano le loro case, il loro quartiere senza sapere che fare, spesso in stato di shock. Oggi è termina il secondo giorno della Grande tregua. I più coraggiosi hanno cercato anche a Beit Hanoun di dare un segnale, sia pure l’apertura di un negozio, o l’andare incontro ai bimbi. Che sono molti, moltissimi e dalle rovine della moschea si fanno domande su dio e su di noi che stiamo a guardare.

Da Gaza Massimo Annibale Rossi   

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