La via della seta e le elezioni nazionali.

 IMG_3766 I progetti di Vento di Terra sono tra loro connessi, animati da uno spirito comune. Ciò che è stato sperimentato a Gaza o in Giordania, può dare frutti in Afghanistan o ad Haiti. In questi giorni stiamo realizzando tre importanti training, destinati alle “Donne della via della Seta”, ad Herat, Afghanistan. Anche qui la situazione risente del cataclisma che sta investendo il Medioriente. Gli attacchi sono frequenti e tre settimana fa, in una via del centro, sono state freddate due cooperanti finlandesi. Erano operatrici esperte, appena uscite dalla banca, sedute sui sedili posteriori della loro auto, in attesa di ripartire. Durante la nostra ultima missione, in aprile, il paese era in piena campagna elettorale. Nonostante le minacce, la maggioranza degli afghani è andata a votare. Ha fatto scalpore l’alta affluenza femminile, e il voto ha dato l’immagine di un paese molto più compatto e determinato a voltar pagina del passato. Lo spoglio delle schede è stato esasperatamente lungo e si è giunti al ballottaggio tra i due candidati favoriti: Abdullah Abdullah e Ashraf Ghani. Entrambi i candidati hanno avuto esperienze di governo come ministri degli Esteri e delle Finanze e non sono legati ai Signori della Guerra. Ghani vince con il 56,44, distaccando lo sfidante di 13 punti. Questo accade a inizio luglio. Ma, nonostante l’entità del distacco, Abdullah non molla e denuncia brogli, richiedendo un nuovo conteggio delle schede. il conteggio con la mediazione Usa e Onu viene accordato e, a 6 mesi dall’inizio della campagna, le elezioni non sono ancora concluse, alimentando la situazione di instabilità e terrore e penalizzando gli elettori che con coraggio hanno sfidato i diktat talebani. Considerando la situazione, e il livello di sicurezza, appare un miracolo che il nostro progetto ad Herat finanziato dalla Cooperazione Italiana, si sia sviluppato nei tempi previsti. Le uova sono state accudite e hanno prodotto centinaia di migliaia di bachi, che in questo periodo sono lavorati dai nostri beneficiari.IMG_3760

L’estrazione della seta dal bozzolo è un’attività tipicamente maschile, mentre l’allevamento, la filatura e la tessitura sono destinati alle donne. Lo scorso inverno la neve sulle montagne è stata scarsa e le piantagioni di gelso ne hanno sofferto. Nonostante ciò la produzione si preannuncia generosa. Gran parte della seta grezza viene venduta dai produttori ai grossisti, sia afghani sia iraniani, i quali provvedono alla distribuzione. La vendita in questi primi mesi si è tuttavia rivelata bassa, riflesso della generale stagnazione. Ad Herat VdT con il parter locale Raada, ha installato un centro di formazione temporaneo. Grazie in particolare a Gabriella Ghidoni di Artefatto, che ha accettato di continuare il programma nonostante la situazione sicurezza, stiamo ultimando il programma di training. Il primo, sulla tintura naturale della seta ha dato ottimi risultati e regalato alle tessitrici un ventaglio di nuovi colori. Il secondo sul marketing nel Faire trade ha visto una partecipazione nutritissima e si concluderà durante la settimana. Infine il training sul design utilizzerà 6 telai allestiti nel centro per sperimentare forme e colori tratti dalla tradizione afghana, utilizzando le sete tinte naturalmente. I prodotti così ottenuti saranno presentati alla Fiera di Ferrara del prossimo ottobre e, se possibile, proposti alle botteghe per Natale.

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Da Herat Massimo Annibale Rossi

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