La “Terra dei bambini” vive!!

Ad Um Al Nasser da molto tempo non c’è elettricità. Il villaggio alle 23,00 di giovedì 17 luglio era dormiente. Gli abitanti furono svegliati dai tiri di artiglieria e dalla fanteria israeliana che poco dopo prese a occuparne le vie interne. Le famiglie fuggirono terrorizzate, il più delle volte senza nulla portarsi. L’incubo dei rifugiati palestinesi sono i massacri che nel 1948 accompagnarono la pulizia etnica realizzata dalle milizie del nascente stato ebraico, prima di tutte Deir Yassin. I più accorti dei 5 mila beduini di Um Al Nasser erano fuggiti caricando le masserizie sui carri nel pomeriggio. Molte donne nel buio costellato di spari e dai visori notturni dei fanti israeliani si precipitarono per le scale così com’erano, dimenticandosi anche velo e scarpe. Due ore di interminabile cammino sotto le bombe per raggiungere la scuola dell’Unrwa di Jabalya. Ma la scuola, come le altre del nord della Striscia di Gaza era già al collasso. Difficile persino trovare un angolo per stendersi a terra. Infrastrutture, reti elettriche, idriche, fognarie: tutto distrutto e 1.500 persone accalcate in una piccola palazzina. è trascorsa una settimana e le famiglie di Um Al Nasser sono ancora lì, sotto una pioggia di bombe che pare infinita. Ieri la notizia che una scuola limitrofa colma di sfollati è stata colpita, provocando decine di morti. Non c’è pace, non c’è luogo che dia riparo dalla punizione d’Israele. Intanto si continua a parlare di tregua. Le condizioni d’Israele sono sostanzialmente due: resa incondizionata da parte di Hamas e rifiuto di ogni trattativa diretta. Hamas, d’altronde considerato il nemico per eccellenza, chiede di partecipare alla trattativa, l’apertura del valico di Rafah verso l’Egitto e il rilascio dei 400 palestinesi fatti prigionieri nell’ondata repressiva seguita al rapimento dei tre ragazzi israeliani in West Bank. Oggi si è superata la soglia delle 750 vittime palestinesi in questa folle azione di punizione collettiva che l’occidente si ostina a chiamare “guerra”. La guerra prevede belligeranti armati, due eserciti contrapposti, mentre qui abbiamo un gruppo di fanatici islamici incapace di centrare un bersaglio, di fronte al più potente esercito del Medioriente. Nel mezzo civili terrorizzati, bombardati, evacuati, affamati e fatti a pezzi giorno per giorno. Davvero un bel profilo di combattente quello dell’aviatore israeliano che sgancia quotidianamente il suo carico di morte sui quartieri civili di Gaza City. Hamas non accetterà la resa incondizionata; Israele non rinuncerà all’opportnità di dare un’altra lezione agli odiati terroristi di Gaza, civili o meno. Ma intanto sono i nostri bimbi a morire e quanti sopravvivono assimilano la lezione dell’odio, della vendetta e della violenza. Nei prossimi giorni noi di VdT incontreremo autorità e politici di vari orientamenti… Speriamo con tutto il cuore che ci ascoltino e passino per una volta dalle dichiarazione umanitarie all’azione. Questa mattina la nostra coordinatrice palestinese si è alzata dopo una notte insonne e si è aperta ad un sorriso radioso. Era felice, felice per il solo fatto d’esser viva… La “Terra dei Bambini” vive anche a Jabalya!!

Deir_Yassin-2

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