Effetti collaterali

Le case a Beit Hanuon posseggono da 4 a 6 piani, e sono in genere senza ascensore. Ora i militari israeliani fanno scialo di umanità lasciando 5 minuti agli abitanti dei palazzi target prima di bombardare. Cerchiamo di comprendere meglio questa dinamica, che coinvolge in questo momento molti nostri amici e collaboratori nella Striscia settentrionale, minacciata inoltre da un’azione di terra… La Striscia possiede la densità di popolazione più alta del pianeta. Un palazzo di 5 piani ospita mediamente 15 famiglie, per un totale di 900 persone… è possibile avvertirle tutte prima di distruggere la loro casa, ma è anche frequente che qualcuno abbia il telefono spento, faccia fatica a camminare, sia su una sedia a rotelle. O semplicemente non faccia in tempo a fuggire. Le case a Beit Hanoun sono adossate l’una all’altra e la febbre edilizia degli ultimi anni si è magiata vicoli, spazi pubblici, la maggioranza dei terreni disponibili. Non esistono rifugi antiaerei. Una bomba ad alto potenziale gettata da un F16 può danneggliare gli edifici vicini, od anche provocarne il crollo. Tutte queste vittime sono considerate dai militari “danni collaterali”, ma costituiscono altre il 70 % delle azioni. In primo luogo: è in qualche modo accettabile che per “eliminare” un “terrorista”, si metta a rischio la vita di centinalia di persone? Che responsabilità ha la famiglia Tamini che abita al primo piano dell’edificio A, se al quarto abita la famiglia Amid, che ha 6 figli, tra i quali un militante islamico?? Quindi, ricapitolando: le azioni israeliane considerano l’intero nucleo familiare responsabile di crimini, valutati come tali senza prove, ma sulla base d’informazioni d’intelligence e rilevazioni satellitari. Informazioni che spesso provengono, non essendo Israele presente a Gaza, da delazioni. I militari si sentono in diritto di distruggere interi palazzi, privare centinaia di famiglie delle loro case, per la ragione che queste abitano in un complesso target. Qual’è la logica?? Sembra che i politici israeliani siano regrediti alla barbarie del medio evo, in cui era legittimo mettere a ferro e fuoco le città nemiche per punizione o rappresaglia. Un inferno durato secoli, dal quali avevamo avuto l’illusione d’esserci liberati con la fine della Seconda Guerra mondiale, la costituzione delle Nazioni Unite, la definizione di un diritto internazionale. Un’ultima osservazione. Le vittime di questa terza azione militare contro i civili di Gaza in un quinquennio sono per ora 160 e centinaia i feriti. Il bombardamento e la punizione collettiva rappresentano i presupposti privilegiati per trasformare persone pacifiche in persone violente. Israele potrà uccidere centinaia, migliaia di palestinesi innocenti, dando agli altri i 5 minuti di grazia, ma i figli, i fratelli, gli amici delle vittime accumuleranno una enorme carica d’odio. In altri termini, la punizione collettiva sul medio periodo ha le conseguenze opposte rispetto quelle che i comandi militari si propongono: incoraggiare il terrorismo.
Massimo Annibale Rossi
Peace_Architecture_(Archivio ARCò_Vento_di_Terra)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...