Brother’s keeper

DSCN0651Il dato: tre ragazzi israeliani sono spariti mentre facevano autostop in Area C, Palestina. Per Israele la responsabilità e senz’altro dell’Autorità Palestinese ed immediatamente è giunta la risposta militare. L’azione è stata chiamata con certo sarcasmo “Brother’s keeper”.
Invito, se ancora esiste, qualche testa pensante a riflettere su alcune evidenze:
1) l’area C, che costituisce oltre il 50 % della Cisgiordania, è sotto autorità militare e civile israeliana. Ergo, se esiste una responsabilità per la sparizione, questa dovrebbe essere addossata all’Autorità civile israeliana che quel territorio gestisce dal 1967.
2) Se il fatto non è avvenuto nelle aree sotto responsabilità dell’Autorità palestinese, pare assurdo condannare questa per non essere intervenuta: come avrebbe potuto??
3) Sulla vicenda dei 3 ragazzi non ci sono rivendicazioni, nè prove reali di un rapimento. Mancando le prove, secondo i fondamenti del diritto, ad oggi manca il reato, figuriamoci il colpevole. Si tratta di una colpevolizzazione aprioristica, che ricorda più la logica dell’Inquisizione -che aimé il popolo ebraico dovrebbe ben conoscere- che il moderno stato di diritto.
4) Dopo i bombardamenti su Gaza, l’arresto dei minori, la costruzione del muro, l’espansione esponenziale di colonie nei territori palestinesi, passa sotto assoluto silenzio nella stampa internazionale che per la sparizione di 3 ragazzi uno stato possente possa metterne sotto assedio un altro inerme Avviare un’azione militare su larga scala, arrestare, ad oggi, 300 persone e uccidere due ragazzi.
5) Usando tutta la comprensione umanamente possibile è inconciliabile ogni pretesa di democrazia o umanitarismo con la prassi, qui evidente, della punizione collettiva dei civili. Anche ammesso, ma ad oggi non sono emerse prove, che i presunti responsabili del presunto rapimento, stiamo nei territori palestinesi, è accettabile che 2,5 milioni di persone ne paghino le conseguenze?
6) Enormi cartelli rossi avvertono all’ingresso delle aree A e B i cittadini israeliani che superare quel limite mette a rischio le loro vite e costituisce un reato. Perchè Israele permette ai ragazzini figli dei coloni di fare esibizione di spavalderia facendo autostop nella limitrofa Area C? Me lo sono domandato molte volte, percorrendo la strada che da Nablus conduce a Ramallah. E quei ragazzetti mi ricordavano gli adolescenti di San Paolo del Brasile, che rischiavano la vita facendo surf sui tetti delle carrozze della metropolitana.
In sintesi: al di là delle denunce dei pochi pacifisti superstiti, il giornalismo, gli intellettuali, il pensiero europeo paiono aver perduto ogni capacità analitica rispetto a ciò che accade al di là del campanile… il motto comune sembra essere voltare la testa dall’altra parte nel tema di possibili conseguenze… Non tutto è comunque perduto, a testa alta e con lucidità è necessario far aprire gli occhi ai nostri vicini di casa… Sostenere le poche e coraggiose agenzie stampa indipendenti. Ognuno a seconda delle proprie disponibilità e capacità, anche e soprattutto, all’interno d’Israele.
Annibale

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