Dark flowers

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L’immolazione ha riguardato lo scorso anno 120 giovani donne afghane. L’80 % dei casi è avvenuto a Herat. Si tratta di una forma estrema di protesta, indice di un senso di oppressione divenuto insopportabile. Scegliere il fuoco per togliersi la vita ha un significato universale. È il rivelarsi disponibili alla più atroce delle sofferenze per lanciare un messaggio. È un appello sublime e terribile perché il mondo intervenga.

A cospargersi di benzina sono donne tra i 16 e i 30 anni. Sono vittime di matrimoni combinati, spose bambine, stracci sepolti in una lurida cucina. I corpi straziati sono una muta testimonianza di condizioni limite, abusi e violenze continuate, dell’impossibilità di accettare oltre l’orrore di un’esistenza cui non è riconosciuta la dignità umana.

Molte di loro lasciano dei figli, con la coscienza che questi vivranno con la macchia dell’immolazione della madre. Se una donna non sa leggere, non può uscire da sola, deve coprirsi il volto all’esterno, non può portare scarpe di cuoio, né lavorare, né guidare. Se una donna non può comunicare la propria prigionia e la vita è divenuta insopportabile, la strada può apparire senza vie di uscita.

L’immolazione è severamente condannata a livello religioso e di codice familiare. Non esistono dati ufficiali, ma emerge che sia frequente in Iran, ove la condizione femminile è simile all’Afghanistan. Il caso di Herat è emblematico. Molte immolazioni si sono verificate tra gli sfollati: vivere sepolti in un villaggio di montagna è infatti più sopportabile che in una grande città. Alla perdita delle radici si somma l’ostilità della nuova comunità, etnicamente diversa ed altrettanto povera. Ma il principale tormento è costituito dalle voci che provengono dall’esterno. Dalle televisioni, dal bazar, dalla musica. Da tutti quegli stimoli che richiamano la pienezza e la bellezza della vita.

Dall’esterno è difficile comprendere quale terribile coraggio possa comportare comprare una tanica di benzina, cospargersi le membra e darsi fuoco. È ciò che tenta di comunicare al mondo Hawca, associazione afghana in difesa dei diritti delle donne e dei bambini. La campagna –Dark flowers- è stata lanciata a livello internazionale e sta portando notevoli risultati. In molte regioni del paese Hawca ha realizzato dei rifugi protetti per le donne in stato di pericolo. Sono allestiti in luoghi segreti, in cui le vittime possono ottenere asilo e cure. Il dramma è la terribile cesura con la famiglia, con i figli e l’essere passati ad un altro tipo di clausura. Tuttavia ciò che ha salvato la nostra specie dalle più terribili calamità è la speranza, la capacità d’immaginare un futuro migliore. E le persone che credono in un nuovo Afghanistan sono molte. ImageImage

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