Vento di Terra a Kabul

Oggi dovevo realizzare alcune visite ai centri di hawca, ma si è bloccato tutto. È allarme a kabul per attacchi suicidi. Un attentatore è stato bloccato e ucciso a Shepur, 400 mt dal nostro compound. L’indicazione della security  è non uscire, ma è evidente che gli attentati possono accadere in qualsiasi momento, anche se negli ultimi tempi gli interventi governativi sembrano essere più efficaci. Ieri ho visitato una Ong locale, l’Hawca, che opera a difesa dei diritti delle donne Selay, la direttrice, è una ragazza sui trent’anni, molto preparata e attiva. Sono nati negli anni ’90  nei campi profughi in Pakistan, lavorando sulla scolarizzazione delle bambine afghane. Ancora oggi i genitori tendono a tenerle a casa.

La situazione della donna con gli anni del regime talebano è significativamente peggiorata. Nelle campagne sono frequenti i matrimoni combinati delle bambine, che vanno in sposa a 9 – 10 anni… Le donne sono inoltre scambiate con terreni, o servono a compensare debiti di famiglia. In particolare, come in India e Pakistan,  i padri hanno l’obbligo rituale di indebitarsi per le nozze della prima figlia o del primogenito e dopo anni giungono al punto di vendere tutto o a cedere le figlie… il fatto di essere analfabete, di non poter mostrare il volto, di essere considerate una proprietà della famiglia, spinge molte donne alla disperazione. L’Afghanistan, nonostante l’intervento “umanitario” dei paesi Nato, conserva una legislazione sul diritto familiare ispirata alla sharia. I suicidi femminili rappresentano una piaga nazionale, nei confronti della quale non esistono interventi governativi seri. Karzai,  dopo i primi timidi tentativi, ha deciso di puntare le sue carte su questioni per lui più prioritarie e di ampliare il consenso facendo concessioni all’islam radicale. La maggioranza del parlamento afghano, come denunciato dall’ex deputata Malalai Yoja, è in mano ai signori della guerra. Sono gli stessi comandanti delle milizie che hanno messo a ferro e fuoco per anni il paese, in particolare Kabul, macchiandosi di gravi crimini. La maggior parte si loro si oppone a qualunque cambiamento nelle condizione della donna.

Le condizioni in cui opera Hawca sono estreme. Sono sotto continua minaccia di attentati e ritorsioni e devono mantenere un livello di sicurezza altissimo. Sostengono delle case rifugio per vittime di violenza e patrocinano numerose cause legali. Sono sostenuti da numerose agenzie e ong internazionali, ma non dal governo. Intervengono inoltre in alcune zone remote del nord, ove non esistono scuole né servizi. Tra le foto mi colpisce quella di un bimbo biondissimo. Si tratta di un figlio dei mitici Kalash, che alcuni antropologi sostengono essere discendenti delle truppe di Alessandro Magno. Sono biondi, con carnagione e occhi chiari. Vivono in valli impervie al confine tra Afghanistan e Pakistan settentrionale, che rimangono isolate quattro mesi l’anno, e una parte di loro conserva l’ancestrale fede politeista. Coltivano la vite e consumano vino ed hanno costumi e feste coloratissime. Alla fine dell’800 sono stati vittime di una campagna d’islamizzazione forzata e di vessazioni che li hanno portati vicini all’estinzione. Furono studiati da Fosco Maraini –padre di Dacia- durante la spedizione italiana al Sarahgrar dell’Hindukush (7.349 metri). Oggi ne sopravvivono alcune migliaia.

È interessante fare un giro per gli antiquari di Kabul. S’incontrano testimonianze dell’incredibile passato di questo paese… reperti buddisti sono esposti accanto ad orologi e medaglie dell’Armata rossa. La sensazione che l’impatto tra giovani soldati mandati a liberare la classe operaia e gli afghani sia stato  totale. Nell’Afghanistan dell’epoca, come in quello odierno, la classe operaia non esisteva. I bazar brillano di sete multicolori e di mobili in legno massello di ottima fattura. Segno che il tessuto vitale, l’artigianato e la cultura locale, non sono stai cancellati, nonostante le calamità e le violenze degli ultimi trentatre anni. 24 febbraio 2013, pImageImageImageImageImageImageImageer Vdt Annibale da Kabul

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