Giornata mondiale del Rifugiato

“Sogno di avere un campo giochi per giocarci, invece di giocare davanti all’ingresso dei vicini di casa” 

(Mohammad, 12 anni)

“Sogno di vivere in una casa grande, dove posso avere la mia stanza da sola, dove nessuno mi disturba e dove posso tranquillamente giocare e dormire” 

(Marah, 12 anni)

“Nel campo vorrei che ci fossero i giardini con degli alberi e dei  fiori, ristoranti per le famiglie e centri per il divertimento, campi da gioco e biblioteche” 

(Rawan, 12 anni)

I nostri servizi educativi nel campo profughi di Shu’fat (Gerusalemme Est). Foto di Luca Tommasini

Oggi , Giornata mondiale del Rifugiato, vogliamo dedicarti le parole e le speranze dei piccoli di Kalandia (Ramalla) e Shu’fat (Gerusalemme Est). Dal 2006 lavoriamo a stretto contatto con le realtà educative dei due dei campi profughi palestinesi, dove la condizione dei minori è particolarmente difficile: i bambini sono spesso esposti a situazioni di violenza e soffrono per la mancanza di spazi di aggregazione. La loro vita è condizionata dai muri e dai checkpoint.Con noi, i piccoli di Kalandia e Shu’fat hanno creato una web tv per imparare a raccontare le loro storie e a confrontarsi. Hanno viaggiato in Italia e incontrato i loro coetanei, partecipato a laboratori e attività di gioco ed educative. Oggi vogliamo difendere il diritto all’istruzione di oltre 300 bambini beduini nei loro villaggi e per questo abbiamo lanciato la campagna: “IL FUTURO SI FA A SCUOLA!”. Sogniamo che questi “semi” di futuro piantati in Palestina possano far crescere la speranza per tutti i bambini palestinesi, come la piccola Iman:

“Passo la mia vita nello studio e nel sogno del ritorno al villaggio da dove siamo stati espulsi”  

(Iman, 12 anni).

[Le testimonianze dei bambini dei Campi profughi sono tratte dal libro: lettere al di là del muro]

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“Verso i Mondiali 2014”: una fiaba dalla scuola di Bambù

Salah -14 anni, studentessa della nona classe della scuola di Bambù di Wadi Abu Hindi (Anata – Gerusalemme est)

Che cosa hanno in comune un “agnello volante” e il campione di calcio Lionel Messi?

Nella fantasia di Salha, che frequenta la nona classe della nostra Scuola di Bambù a Wadi Abu Hindi, questi personaggi si incontrano e danno vita a un racconto fantastico sullo sport e la pace.

Sabato 9 giugno la sua fiaba, “Verso i Mondiali 2014”,  ha ricevuto una segnalazione al Premio Andersen nella sezione ragazzi e la speciale targa del Presidente della Repubblica.

“Nella valle di Abu Hindi non ci sono campi da gioco e in origine tutto era solo un unico campo minato”, scrive la piccola, descrivendo la difficile realtà dei villaggi beduini in Cisgiordania.

La fiaba racconta il suo viaggio fantastico in groppa ad un agnello volante, Antush, per fuggire dagli “spari dei soldati”. Salha vola a Barcellona, incontra il suo idolo, Lionel Messi e con lui ingaggia una sfida calcistica.

La giovanissima autrice ha partecipato con la sua classe ad un laboratorio di scrittura creativa realizzato grazie ad un progetto europeo sulla valorizzazione della tradizione orale beduina.

Per noi la scuola è un’opportunità unica per dare a piccoli, che come Salha vivono in situazioni di conflitto, gli strumenti per raccontarsi ed elaborare il loro vissuto quotidiano.

Aitutaci a garantire un’istruzione ad oltre 300 bambini e ragazzi delle comunità beduine a Gaza e in Cisgiordania: partecipa alla nostra campagna!

In questa occasione vogliamo ringraziare di cuore Maria Luisa Rioli per il prezioso lavoro di coordinamento in loco,  il direttore della scuola di Abu Hindi Mr.Daoud e il corpo docente, la nona classe, Anas Faez Alie Abu Ranhma, esperto di scrittura creativa del Tamer Institute, Anna Clementi per la traduzione e Haneen Tartir per il supporto.